Targhe e numeri civici, c’era una volta la ceramica dipinta

Targhe stradali e numeri civici spesso sfuggono all’occhio dei residenti, ma rappresentano un elemento di arredo urbano di sicuro effetto e rientrano sistematicamente negli immancabili scatti che compongono l’album del turista, finendo sui Social Network. A quel punto sono i “Like” a decretarne il prestigio. Alla poca attenzione riposta dagli abitanti alla propria numerazione risponde l’estremo interesse dei turisti che tra i souvenir prediligono le mattonelle numerate e decorate.
Lo conferma Ambra, giovane ceramista che a Firenze, in piazza Santa Croce, le tiene sotto al bancone pronte all’uso: “Non solo le chiedono i turisti. Pensate – confessa – che attorno a casa mia i vicini me le commissionano spesso ed ho rifatto la numerazione a diverse strade. Credo non siano mai passate di moda, in un certo senso ci rappresentano, pur non essendo dentro casa.. e piacciono davvero tanto per essere un oggetto di arredo esterno”.
le_mie_ceramiche_firenze_aMeglio Vicolo Corto di Viale Giuseppe Garibaldi. Sarà che ricorda il Monopoli (quello con la “i”) ma più evoca un pensiero simpatico e più risulta caratteristico il nome di una strada scritto a mano sulla ceramica o terracotta maiolicata. L’occhio cade sulla cantonata e da quel momento il fotografo armato di smartphone o tablet, sfidando le leggi della geometria, cerca la prospettiva che consenta di inquadrare nello stesso istante il nome della via, la strada che si perde verso l’orizzonte, il campanile della chiesa.. il sole che tramonta.

Ma che fine hanno fatto quelle vecchie insegne? L’Italia che vive di turismo, ma poi si dimentica dei turisti, è combattuta: c’è chi la ritiene un’operazione superflua, e chi propone il recupero di una numerazione tradizionale e leggibile che possa offrire un po’ di colore e carattere alle strade che hanno perso quasi tutte le lettere.
Giacomo Leopardi è diventato per alcune città Gi.c…o Leopa…, in altri casi “Leo”. Sulle lapidi di marmo si può giocare alla Ruota della Fortuna mentre il viandante è costretto a sviluppare una certa capacità di analisi per intuire che nella zona dedicata ai paesi confinanti “Via di Qui” non è un ordine impartito da residenti poco ospitali ma ciò che resta della “Via di Quinto”.

Chi ha tentato la strada del recupero non ha trovato uguale fortuna, in Piemonte a Vidracco l’amministrazione si è impegnata nel restauro delle insegne dei vecchi negozi e nel recupero della numerazione civica per accogliere al meglio i visitatori e per cogliere l’opportunità i residenti stessi si sono auto-segnalati richiedendo attenzione per l’arredo della propria strada. A Nettuno non è andata altrettanto bene, i cittadini hanno criticato il costo dell’operazione disposta su vasta scala.
A Firenze, dove è in corso la Mostra dell’Artigianato 2015, i giovani artigiani presentano nel “repertorio” anche la decorazione delle mattonelle per esterni riscuotendo l’apprezzamento dei buyers e trovando un mercato fertile nella tendenza al revival che sfrutta le ceramiche numerate oppure decorate anche negli interni, lì dove ad esempio si voglia ricreare una scenografia accattivante come hanno fatto gli Artigiani di Monsummano Terme che al Salone del Mobile 2015 hanno presentato la cucina in muratura con il paraschizzi decorato.
cucina_piastrelle_colorateSul web le richieste non mancano così come le offerte, su Kijiji ad esempio, ma ormai gli artigiani si sono attrezzati con profili Social attivi, tutorial e descrizioni dettagliate e vanno forte anche per le spedizioni a distanza quindi è possibile acquistare ceramiche tipiche da ogni parte d’Italia, quella Italia che vuole mantenere le proprie origini attraverso gli antichi mestieri e punti di riferimento.

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