Alberta Florence, una nuova collezione floreale che esalta il Made in Tuscany

Nuovi tessuti e linee più morbide nella collezione primaverile di Alberta Florence che per la bella stagione ha scelto di puntare su uno stile fresco e quotidiano. Abiti scivolati al ginocchio e casacche morbide da indossare durante il giorno in ufficio o in un pomeriggio

all’aperto.

L’ EVENTO: La presentazione dei nuovi modelli si terrà dal 14 al 16 aprile a Roma presso la Galleria d’arte Ciemme. Parte integrante dell’evento la degustazione che si terrà negli spazi adiacenti della libreria Odradek Roma con olio extravergine di oliva IGP toscano dell’Azienda Agricola Castello di Grotti e una selezione di prodotti tipici del Lazio a cura della Delizieria di Roma.abito collezione estiva 2016-Alberta Florence

Ancora una volta Giulia Mondolfi, giovane designer del brand fiorentino, ha scelto di far dialogare diverse eccellenze del Made in Italy accostando la moda e il design all’arte e alla gastronomia.

Linee morbide e colori evanescenti per una selezione di abiti all’ insegna della portabilità. Ai cotoni, alle sete e ai broccati tipici dell’atelier, si affiancano tessuti leggerissimi come cotoni pettinati, sete evanescenti e crêpe di seta frutto di un’attenta ricerca tra Firenze, Roma e Parigi.
abito viola a righe- collezione PE 2016- Alberta Florence
La collezione si ispira al Razionalismo italiano con le sue tipiche sovrapposizioni di volumi e in particolare a quell’ architettura fiorentina degli anni

’20 e ’30 firmata da Pier Niccolò Berardi, Leonardo Lusanna o Pier Luigi Nervi.
Il paesaggio e gli elementi naturalistici, com’è nella tradizione della

designer Giulia Mondolfi, restano i protagonisti assoluti nelle stampe e nei disegni ma stavolta nelle forme e nelle tinte delicate della laguna veneta.cuscino fantasia- Alberta Florence

La stilista li descrive così:”Paesaggi sospesi fra terra e cielo, evanescenti e malinconici, che richiamato alla mia memoria gli sfondi di Tiziano e le vedute di Canaletto. Paesaggi che considero un modello di sapiente gestione del territorio. Ho poi attinto a una mia passione personale – prosegue Giulia – le architetture razionaliste degli anni ‘20 e ’30, in particolare quelle toscane, come la stazione di Firenze progettata da Giovanni Michelucci, e il museo della Ginori a Doccia”.

facebooktwittergoogle_pluslinkedin

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>